giovedì 31 maggio 2012

Annie incontra Virginia de Winter (e qualche indizio sull’Ordine della Penna)

Tiffany's vi presenta i-fantasy, un portale che nasce dal desiderio di esplorare il panorama della letteratura fantastica nell’era digitale e di offrire al lettore uno spazio di discussione e confronto sul genere!


Ogni quindici giorni una guest blogger o un guest author sono invitati ad animare il dibattito sul fantastico, proponendo temi e spunti di discussione su cui gli appassionati del genere potranno intervenire.
Indovinate chi è la prima blogger a scrivere su i-fantasy? Vi propongo anche qui il mio primo post...


Non è la prima volta che mi appresto ad intervistare Virginia de Winter, ma ancora una volta mi sembra di essere una bambina davanti ad un negozio di caramelle! È risaputo ormai che con Virginia saltano sempre fuori dettagli appetitosi e proprio ora, a poche settimane dall’uscita de L’Ordine della Penna, la curiosità è alle stelle.
Tralasciando la parte in cui assomiglio ad una groupie anni ’90 al seguito dei maschi di casa Vandemberg, io e Miss de Winter sfociamo in una interessante discussione sul Southern Gothic, sottogenere del fantasy che amiamo particolarmente…


V: Vedrai che L’Ordine della Penna ha molto del Southern Gothic, anche se parliamo del Sud del mio continente!
A: Dimmi di più…
V: Altieres è molto “Vecchio Sud” e il sincretismo religioso ha fatto sì che i loro vecchi dèi venissero accostati a quelli della religione ufficiale con tutte le conseguenze del caso. Ho trascorso molto tempo a studiare le religioni africane in sincretismo con quella cristiana per raggiungere un risultato che mi pareva accettabile.
A: In pratica hai realizzato il tuo sogno!
V: Erano anni che tramavo di scrivere una cosa simile e alla fine ho trovato il modo e come amalgamarlo alla storia che stavo scrivendo…
A: Quale autore del genere hai amato particolarmente?
V: Anne Rice sopra tutto e tutti! E, uno dei miei preferiti che non molti conoscono è John Berendt con il suo “Midnight in the Garden of Good and Evil” di cui hanno fatto anche un film, anche se è un po’ datato, ed è ambientato a Savannah…
A: La città che ti ha regalato il nome che usi su EFP, dove sei nata come scrittrice…
V: Esatto! Amo anche i vintage sentimentali di Nora Roberts, tipo “Caroline Moon”, dove il romance si combina con il giallo in maniera in cui l’uno e l’altro gareggiano per definire il genere del libro.
A: Il tipo di ambientazione che prediligi…
V: Sicuramente, anche il Sud alternativo delle storie di Anita Blake mi piace molto.
A: Hai letto invece la Garey? Il suo libro “Le ragazze morte sono facili” è ambientato in Georgia e il Voodoo fa da padrone…
V: Ho trascorso molto tempo a studiare l’olimpo Voodoo e le sue differenze con l’Hoodoo, quindi non voglio perdermelo! Lo stesso principio sincretico che c’è alla base del Voodoo della Louisiana e, mettiamo, della Santeria cubana io l’ho usato per L’Ordine della Penna…
A: Quindi hai fatto bene i compiti…
V: Sì, ho studiato l’argomento perché desideravo avere una base per riuscire a creare un’atmosfera il più accurata possibile. Certo, la realtà della Santeria resta a livello di ispirazione, però mi è davvero piaciuto trattarla! Già soltanto vedere le differenze tra la cultura francese che ha influenzato il Voodoo e quella più marcatamente spagnola della Santeria è stato interessantissimo!
A: Quindi ci imbatteremo in talismani e in ogni sorta di rituale… incontreremo anche delle streghe?
V: Streghe non nel senso stretto del termine, ma donne dotate di poteri sovrannaturali sì.
A: E cosa mi dici della Chiesa?
V: La Chiesa è un forte partito con la sua politica e i suoi giochi di potere, com’è normale che sia. Nelle Nationes del Sud la Chiesa ufficiale serve a coprire il culto dei vecchi dèi che continua indisturbato con tutte le sue particolarità e i cui riti hanno stretti rapporti con la magia.
A: Che tipo di magia?
V: Ho usato il tema delle orazioni come tratto di unione tra religione e magia, dove le due cose si fondono in una e che penso sia una caratteristica molto forte di queste culture religiose…
A: Decisamente intrigante… sbaglio o parlerai anche di fantasmi?
V: La Spada lo considero una storia d’amore, La Chiave un giallo mentre La Penna è una storia di fantasmi…
A: Si preannuncia un romanzo carico di elementi macabri! Ma cosa conta di più nella storia: il lato horror o quello sentimentale?
V: Quello sentimentale! Senza storia romance io non scrivo, non ne vale la pena. Il lato horror è una cosa che mi sorprende sempre più perché, detto tra noi, sono facilmente impressionabile… e ho paura dei fantasmi!
A: Incredibile…
V: Un sacco di notti mi sono trovata sola in casa che facevo ricerche su queste cose e mi sono maledetta perché fino a che non rientrava qualcuno avevo paura di andare a dormire!
A: Deduco che questo libro ti sia costato non pochi spaventi! Oltretutto ho notato un elemento riconducibile a tutti e tre i romanzi: cominciano tutti con un attacco…
V: Hai ragione, non ci avevo fatto caso!
A: Alla faccia della fifona…
V: Pensa che mi sono fatta raccontare storie di fantasmi da chi ne conosceva. La più bella è una storia che ha raccontato mia nonna a mia zia, ed è quella che chiude l’epilogo e quindi tutto il libro. Ovviamente è riadattata, ma è successo davvero!
A: Ho i brividi! Ora dimmi: a quali città reali ti sei ispirata per creare Altieres e Aldenor?
V: Aldenor è vagamente ispirata a Vienna, mentre Altieres è davvero una summa del meridione subtropicale come lo immagino io.
A: Nord e Sud… adoro il contrasto! E Sophia lo vivrà in prima persona!
V: Una straniera al Sud, poveretta!
A: A tal proposito mi stavo chiedendo… vedremo Sophia come nuova protagonista o la scena ruoterà ancora una volta intorno ad Eloise?
V: Gran parte della storia ruoterà intorno a Sophia. Diciamo che ci sono due linee di trama: una la segue Sophia e l’altra Eloise con tutto il drappello di tizi improponibili che si porta appresso suo malgrado, molte volte…
A: Come per esempio un vampiro multicentenario di nome Ashton Blackmore…
V: Lui avrà i suoi dilemmi politici e la solita arroganza di chi è maschio da un po’ troppi secoli…
A: E qui torniamo al vampiro vecchio stile: una creatura che si nutre di sangue e vive di notte…
V: A me piace quel genere di vampiro che si rifà alla tradizione e che culmina con il vampiro postmoderno di Anne Rice, ma che risente molto di certe atmosfere storiche.
A: È il mio preferito! Ma veniamo al sodo: in questo romanzo c’è puzza di complotto!
V: I complotti ci sono, ma necessitano di essere più circostanziati per capirne il motivo.
A: E che mi dici della lettera?!
V: Quella lettera è un retaggio di un passato molto scomodo. È una linea di trama che si chiude nel prossimo romanzo…


Okay, è evidente che Virginia ha voluto farmi morire di curiosità lasciandomi in sospeso sul prossimo romanzo. Perché da qualche giorno ha lanciato una bomba sul suo sito ufficiale: Black Friars non sarà una trilogia!
Credo di avervi messo addosso sufficiente curiosità, quindi mi dileguo con tutte le conseguenze del caso.
Au revoir!

Recensione: Orchidee Nere


Orchidee nere
di Rex Stout

Prezzo di copertina: € 9,00
Editore: Beat
Collana: GialloBeat
Data di uscita: 2012
Pagine: 224, tascabile
Lingua: Italiano
Titolo originale: Black Ochids. Cordially Invited to Meet Death
Lingua originale: Inglese
Traduzione: L. Grimaldi , Laura Grimaldi
Genere: Gialli, Thriller

Nero Wolfe, il detective amante della buona cucina, «un immenso narciso pigro ed edonista… le cui avventure rivaleggiano per numero e varietà con quelle di Maigret».
Goffredo Fofi

Orchidee nere appare per la prima volta, insieme al racconto Cordialmente invitati a incontrare la morte, nel 1942. Mentre il mondo è sconvolto dal più grande conflitto armato della storia, Rex Stout decide di dilettare i lettori concedendo al suo detective pigro, grasso ed edonista anche un’altra “nobile” manifestazione oltre al suo inguaribile narcisismo: l’invidia. Una dolorosa, insopprimibile invidia che Nero Wolfe nutre per Lewis Hewitt, il milionario cha ha osato creare, e mostrare all’Esposizione floreale, tre magnifiche orchidee nere: il sogno o, meglio, la chimera di ogni floricoltore che si rispetti. Pur di avere nella sua serra quei fiori preziosi e rari, Wolfe non esita a sfidare l’irruente ispettore Cramer e a mettere nei guai Archie Goodwin, occultando le prove di un delitto, nascondendo testimoni e decidendo persino di rinchiudersi in una camera a gas... In Cordialmente invitati a incontrare la morte, invece, è una letale tossina - stufata, ahimé, anche con gustose animelle fresche di maiale - a determinare il triste destino di Bess Huddleston, organizzatrice di eventi, caduta in disgrazia presso i suoi facoltosi clienti.


Dopo aver gustato il primissimo caso di Nero Wolfe, Fer-de-lance, mi sono nuovamente (e piacevolmente) cimentata nella lettura di due racconti brevi di Rex Stout, Orchidee Nere e Cordialmente invitati a incontrare la morte. Il primo narra di un caso di omicidio avvenuto all’interno di uno stand dell’Esposizione floreale, uno dei rari luoghi degni di far uscire il nostro inamovibile detective; il premio finale per la risoluzione del caso sono tre splendide quanto rare orchidee nere, sogno proibito di tutti gli amanti di questi fiori esotici. In questa indagine assistiamo all’ennesimo tentativo di seduzione di Archie Goodwin, invaghito di una ragazza implicata suo malgrado nel caso, ma anche ad un trucco di Wolfe che si rivelerà letale per qualcuno…
Il secondo caso, collegato al primo mediante le famose orchidee nere titolo dell’opera, ci porta invece nella casa della stravagante Bess Huddleston, nota organizzatrice di eventi, deceduta dopo un incidente avvenuto sotto gli occhi increduli di Archie. In questo frangente entrano in campo personaggi particolari – uno tra tutti, lo scimpanzé di proprietà della defunta – ma anche le modalità dell’omicidio (avvelenamento da tetano mediante infezione con una scheggia di vetro) sono degne di nota. Anche in questo caso l’istinto di Nero Wolfe non lascerà scampo all’assassino, rivelandone l’identità in una delle sue usuali riunioni di fronte ai principali sospettati. Ci troviamo insomma davanti alla solita bravura di Rex Stout, con i familiari cliché del Wolfe restio ad accettare incarichi, del Goodwin playboy incallito e di peculiari assassini, il tutto legato e reso magnificamente coeso da una scrittura impeccabile e da una impalpabile ironia.

Durata della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata: birra analcolica
Età di lettura consigliata: dai 16 anni






Una gradita riedizione di due racconti di Rex Stout fatalmente affascinanti...

Rex Stout, nasce nel 1886 e muore nel 1975 negli Stati Uniti. Sin da piccolo rivela il suo genio: a tre anni ha già letto la Bibbia, a dieci tutti i testi di filosofia, storia, scienza e poesia del padre insegnante. A tredici anni è campione di ortografia del Kansas. Nel 1912 comincia a scrivere per riviste e settimanali. Nel 1934 pubblica Fer-de-Lance, il primo volume delle inchieste di Nero Wolfe. Il successo si ripete regolarmente per tutti i 42 successivi volumi, sfornati pressappoco al ritmo di uno all'anno. Nel 1959 viene premiato con il Mistery Writers of America Grand Master.


Recensione: Un amore per sempre


Un amore per sempre
di Nora Roberts

Prezzo di copertina: € 10,00
Editore: Leggereditore
Collana: Narrativa
Data di uscita: 16/02/2012
Pagine: 368, brossura
Lingua: Italiano
Titolo originale: Happy Ever After
Lingua originale: Inglese
Traduzione: Federica Ressi
Genere: Romanzo rosa

"Amare, essere amata, condividere, costruire a partire da quell’amore e complicità qualcosa di forte e duraturo. Poteva avere successo senza questo. Poteva essere felice senza questo. Ma si conosceva abbastanza bene per sapere che non si sarebbe mai sentita completa, pienamente felice, senza quell’amore e complicità."
Dal Diario di monsieur Descartes, 5 settembre 1649

Da bambine hanno condiviso tutto: giochi, segreti, speranze. Con gli anni sono diventate donne brillanti, sexy e indipendenti. E hanno fondato un’agenzia di wedding planning dove ognuna di loro dà il meglio di sé per garantire ai clienti un giorno indimenticabile e perfetto. E loro, per quanto ancora rimarranno single? Parker è la figura di riferimento dell’agenzia, quella che traduce in realtà i sogni delle future spose. Tuttavia, in quanto a relazioni sentimentali è un totale disastro. Il lavoro sembra essere la sua unica ragione di vita. Ma fino a che punto si può comandare al cuore? Forse Malcolm è ciò di cui ha bisogno, sempre che entrambi siano disposti a trasformare un semplice flirt in un legame speciale, e a dare nuovo senso ai loro giorni mettendoin gioco il futuro e il concetto stesso dell’amore. Con l’ultimo capitolo della serie che ha fatto sospirare migliaia di lettrici, Nora Roberts ci conduce nel luogo dove i sogni divengono realtà.


Un amore per sempre di Nora Roberts è l’ultimo capitolo della serie Il quartetto della sposa. L’autrice ha infatti scritto 3 precedenti romanzi: “La sposa in bianco” che aveva come protagonista Mac; “Letto di rose” con protagonista Emma e “Il sapore della felicità” con protagonista Laurel. In questa sua ultima fatica tocca quindi a Parker trovare il vero amore e vivere finalmente quelle emozioni che con “Promesse” regala giornalmente alle sue spose.
“Promesse”, come viene accennato all’inizio del libro, è un’agenzia specializzata in matrimoni nata da un progetto proprio di Parker e che coinvolge le sue 3 amiche d’infanzia tutte specializzate in attività differenti: Mac è la fotografa, Laurel è la cuoca ed Emma si occupa dei fiori. La nostra attuale protagonista è invece l’organizzatrice, il cuore pulsante dell’agenzia nonché proprietaria della tenuta all’interno della quale si svolgono i fantastici eventi messi in piedi dalle quattro amiche.
Mentre Mac, Emma e Laurel hanno trovato i rispettivi principi azzurri, Parker si trova ancora sola: il motivo, oltre al poco tempo a disposizione per sé e al suo carattere schivo in fatto di sentimenti, è principalmente quello di non aver ancora incontrato la persona giusta. Rimane quindi stupita quando riceve un passaggio in moto da Mal, amico di vecchia data di suo fratello nonché abile meccanico: tra i due si instaura pian piano una storia, anche se è difficile per entrambi lasciarsi andare…
Sullo sfondo di questa vicenda, le magiche atmosfere nunziali di “Promesse”, ma anche un accenno al difficile passato di Parker (la quale ha perso entrambi i genitori in un incidente) e di Mal (il quale ha dovuto vivere di espedienti per alcuni anni), che da consistenza alla storia. Il libro è ben scritto e scorrevole, anche se il finale appare un po’ scontato; un elemento che manca è forse un approfondimento maggiore delle storie delle altre ragazze, che sarebbe utile per chi non ha avuto occasione di leggere i tre romanzi precedenti.

Durata della lettura: 8 giorni
Bevanda consigliata: acqua ed amarena
Età di lettura consigliata: dai 18 anni





L'autrice ci regala ancora emozioni dell'ultimo capitolo de "Quartetto della sposa"

Nora Roberts è considerata universalmente "la regina del rosa".
Ha al suo attivo oltre trecento romanzi ed è da sempre presente ai vertici delle classifiche di tutto il mondo. La sua carriera è disseminata di numerosi premi letterari e riconoscimenti ufficiali.
Della stessa autrice, Leggereditore ha pubblicato L'amore ritrovato, Un'ombra dal passato e i primi tre titoli della serie Il quartetto della sposa: La sposa in bianco, Letto di rose, Il sapore della felicità.
Il suo sito è www.noraroberts.com.

Speciale: Il segno dell'untore


Franco Forte, apprezzato scrittore di romanzi storici, è tornato in libreria con il suo nuovo romanzo, un thriller medievale ambientato nella Milano del 1576, all’epoca della grande peste bubbonica che falcidiò la popolazione ben più di quanto fece quella di manzoniana memoria. Tiffany's accoglie con orgoglio uno dei nostri autori preferiti e vi presenta Il segno dell'untore...


Il segno dell''untore
di Franco Forte

Prezzo di copertina: € 15,00
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Data di uscita: 17 gennaio 2012
Pagine: 358, rilegato
Lingua: Italiano
Genere: Romanzo storico, Gialli e Thriller

Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L’aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque.
In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio. Chi ha assassinato il Commissario Inquisitoriale Bernardino da Savona? E perché? E chi ha rubato il candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo?
La figura del notaio criminale che si muove nel suggestivo scenario della Milano del 1500, dominata dalla Corona di Spagna e minacciata dalle continue epidemie di peste, è alla base del romanzo “Il segno dell’untore” di Franco Forte (Mondadori, in libreria dal 17 gennaio 2012), che ha per protagonista il giovane magistrato Niccolò Taverna nella capitale del Ducato nel 1576.
Investigatore astuto, intelligente, grande osservatore di particolari che sfuggono a inquirenti e criminali, Niccolò Taverna si trova a dover risolvere difficili casi di omicidio in un clima di tensione tra il Governatore della città, il potere clericale, rappresentato dalla figura dell’arcivescovo Carlo Borromeo, e la Santa Inquisizione spagnola, che vede nell’arcigna figura di Guaraldo Giussani il suo nume tutelare.
Nel primo romanzo delle indagini di Niccolò Taverna, questo straordinario personaggio che sfrutta tecniche investigative a volte sorprendentemente moderne, per quanto perfettamente calate nel contesto storico in cui si muove (e ben documentate dall’autore) si muove in un mondo ricostruito alla perfezione, facendo compiere al lettore un vero e proprio salto all’indietro nel tempo di quasi 500 anni, in una Milano in cui, sullo sfondo del Duomo ancora in costruzione, delle colonne di fumo che si sollevavano dai fopponi, le fosse comuni in cui si bruciavano i morti di peste, dei conflitti di potere tra Stato e Chiesa, la criminalità dilaga incontrastata e stupri, furti e omicidi sono pratiche all’ordine del giorno.
Quella che Niccolò deve seguire è un’indagine incalzante, con lo spettro incombente della Santa Inquisizione che incombe ovunque, per risolvere un caso di omicidio che potrebbe dimostrarsi molto pericoloso. Lo stesso arcivescovo Carlo Borromeo pare implicato, così come le più alte cariche della Corona di Spagna e della Santa Sede. Per non parlare dell’ordine degli Umiliati, che il Borromeo ha cancellato e che già una volta ha cercato di uccidere l’arcivescovo di Milano. Sfruttando le sue straordinarie capacità investigative e le tecniche d’indagine dell’epoca, il Notaio Criminale Niccolò Taverna cerca di venire a capo di questi due intricati casi, che rischiano di compromettere la sua carriera e la sua stessa incolumità. Pur sostenuto da un intuito eccezionale, è costretto a combattere contro troppi nemici, tutti troppo potenti: pericolosi assassini, la Santa Inquisizione, la peste, i cui artigli ghermiscono proprio chi Niccolò ha di più caro.
Per il più abile Notaio Criminale di Milano la sfida è aperta e la posta in gioco è alta: la propria carriera e la propria incolumità. Oltre all’amore per una fanciulla nei cui occhi ha l’impressione di annegare.
Un thriller straordinario, che non concede soste al lettore, sostenuto da una rigorosa ricostruzione storica.
Visita il sito ufficiale del libro www.ilsegnodelluntore.it!


Per chi, come me, è appassionato di libri storici e gialli, questa è sicuramente l’opera perfetta: il nuovo romanzo di Franco Forte, Il segno dell’untore, è infatti un thriller ambientato nella Milano del 1576, nel pieno della dominazione spagnola e della peste.
La vicenda, che si svolge in un solo, lunghissimo giorno, vede come protagonista Niccolò Taverna, notaio criminale della città (per intenderci, un commissario di polizia dei nostri giorni), che dovrà risolvere parallelamente due misteri: il brutale assassinio di Bernardino da Savona, Commissario Inquisitoriale, e il furto di un celebre candelabro del Cellini custodito nel Duomo di Milano.
Oltre a ciò, proprio in questo travagliato giorno Niccolò perde anche la moglie, Anita Polidori, (uno dei personaggi principali del libro I Bastioni del Coraggio); ma, contro la sua volontà e soprattutto contro le sue aspettative, il notaio rimane affascinato da una ragazza dagli occhi verde smeraldo, Isabella, suo malgrado coinvolta nelle indagini.
Non voglio soffermarmi particolarmente sulla trama del romanzo, anche per non svelare troppi risvolti gustosi che è interessante scoprire durante la lettura, ma occorre evidenziare che l’autore è stato abilissimo nell’orchestrare un tale intrigo, a svilupparlo e a risolverlo così astutamente nell’arco di un solo giorno. Questo espediente rende ancora più avvincente il romanzo, e aumenta la curiosità del lettore tanto che non sono riuscita a staccarmi letteralmente dal libro: insomma, l’ho letto tutto d’un fiato!
Inoltre, come per tutte le opere che portano la sua firma, Franco Forte non ha deluso regalandoci una preziosa ed interessante ricostruzione storica sia della Milano appestata, sia della gerarchia del clero e dei personaggi importanti dell’epoca. A questi due elementi, ha però aggiunto anche una descrizione delle tecniche investigative del notaio criminale e dei suoi assistenti, rendendo questo libro unico nel suo genere.
Nel finale, dopo la scoperta dei due misteri, viene descritto un nuovo mistero che fa presumere ad una nuova puntata di questo giallo ambientato nel passato: dal profondo del nostro cuore diciamo a Franco Forte che non vediamo l’ora che esca!





Un romanzo storico ricco di suspense ma anche di sentimento...

Durata della lettura: 6 giorni
Bevanda consigliata: succo di more
Età di lettura consigliata: dai 16 anni


Franco, una storia che appare davvero molto interessante, e forse per te un ritorno al thriller più canonico, per quanto all’interno dell’impianto del romanzo storico che ci hai abituato a costruire così bene.
Sì, in effetti “Il segno dell’untore” è una sorta di compendio di tutto ciò che ho imparato scrivendo prima thriller (come “China Killer” e “La stretta del Pitone”) e poi romanzi storici (da “I Bastioni del coraggio” a “Carthago” e “Roma in fiamme”). E mi pare di aver centrato il bersaglio, perché questo personaggio che ho costruito, il notaio criminale Niccolò Taverna, è davvero affascinante e originale, te lo posso garantire.

Giusto, parlaci di lui. Chi è esattamente Niccolò Taverna?
E’ l’equivalente del 1576 di un moderno commissario di polizia. I notai criminali erano i magistrati che a quel tempo, a Milano, indagavano sui casi di omicidio, sui casi criminali e sulle ruberie, e lo facevano adottando tecniche investigative sorprendentemente moderne, per quanto i loro strumenti più efficaci per trovare i colpevoli fossero l’intuito, l’istinto e l’esperienza. Ma tutto ciò che i miei personaggi fanno, è rigorosamente documentato, e quindi sorprenderà vedere quali tecniche investigative possedevano.

Facci qualche esempio.
Nel romanzo ce ne sono a bizzeffe e, come detto, non si tratta di mie invenzioni, bensì del risultato di un lungo lavoro di ricerca e documentazione che mi ha portato a scoprire come questi funzionari del Tribunale di Giustizia di Milano fossero davvero all’avanguardia, per ciò che atteneva le indagini di polizia. Per esempio, erano soliti portare con sé dei bastoncini con la punta ricoperta di cera, con i quali frugavano fra gli oggetti appartenuti alle vittime di un omicidio, o su ciò che trovavano sul luogo di un delitto. Perché? La nostra mentalità moderna ci spingerebbe a rispondere: per non inquinare le prove. Ma naturalmente, dato che non esistevano analisi scientifiche, a quell’epoca, il motivo è ben altro. I notai criminali usavano quei bastoncini per frugare con sicurezza (secondo le credenze dell’epoca) fra gli oggetti rinvenuti sui luoghi degli omicidi senza rischiare di toccare qualcosa che potesse essere stato infettato dalla peste, che nel 1576 stava decimando la popolazione di Milano. Credevano che se avessero toccato qualcosa imbevuto dell’umore della malattia, questo sarebbe scivolato sulla cera dei loro bastoncini, e con una semplice scrollatina se ne sarebbero liberati, senza rischiare contagi.

Questo mi fa capire quanto sia accurata la ricostruzione che fai di quel periodo storico.
E’ proprio così: nulla è lasciato al caso, e Niccolò taverna si muove, mentre sviluppa le sue indagini, in una Milano ricostruita perfettamente nella sua coerenza storica, non solo ambientale, ma anche riguardo la vita di tutti i giorni: cosa mangiavano, come si vestivano, quali attività svolgevano le persone in quel preciso momento storico. A emergere, dunque, non è soltanto la storia di un magistrato che indaga sull’uccisione di un inquisitore (e sul furto di un oggetto sacro dal Duomo), ma anche la rappresentazione di un periodo storico molto difficile e per certi versi affascinante della Milano della seconda metà del 1500. La Milano sotto dominazione spagnola che vedeva contrapporsi il potere della Corona di Spagna e della Santa Inquisizione, a essa collegata, a quello del Soglio di Pietro, che vedeva nella figura dell’arcivescovo Carlo Borromeo (che poi diventerà San Carlo) un baluardo di primo piano nel conflitto tra potere secolare e potere temporale.

Ma quanto parte di thriller e di romanzo “giallo” c’è, ne “Il segno dell’untore”, rispetto al classico romanzo storico?
Non c’è una prevalenza dell’uno rispetto all’altro, bensì un continuo amalgamarsi e intersecarsi delle due cose. La ricostruzione storica e il respiro sociale e culturale dell’epoca sono da sfondo a una intricata indagine che deve fare i conti con gli strumenti limitati dell’epoca e la capacità del notaio criminale Niccolò taverna di risolvere i casi grazie alla sua inteligenza e alla sua esperienza. Ma tutto si muove in armonia con il periodo descritto, rispettando la coerenza che qualsiasi buon romanzo storico richiede, pur offrendo al lettore l’impianto, le emozioni e il ritmo di un thriller attuale e congegnato nei minimi particolari.

Mondadori sta facendo una forte campagna di marketing e di promozione nei confronti di questo romanzo, che ha aperto il 2012 per la collana Omnibus italiani. C’è una strategia precisa, dietro a tutto questo?
Sì, l’editore ha iniziato il nuovo anno dando un segnale chiaro ai lettori di un grosso mutamento che ci sarà per i rilegati Mondadori. Il mio romanzo è il primo di un nuovo corso studiato con intelligenza, che vuole coniugare un prezzo più aggressivo e abbordabile dal pubblico rispetto al passato (15 euro anziché i soliti 20 euro), senza però svalutare i titoli che saranno presentati, puntando quindi alla massima qualità possibile dei testi da pubblicare. Sono felice di essere un po’ l’apripista di questo nuovo corso, e mi auguro che il mio notaio criminale riesca a farsi apprezzare dal pubblico per continuare a proporre le sue indagini mozzafiato.

C’è qualche collegamento fra questo romanzo e il tuo precedente, “I bastioni del coraggio”, anch’esso ambientato nella Milano del 1500?
Tra le due vicende sono passati trent’anni, e qualche personaggio lo si ritrova ancora ne “Il segno dell’untore”, per quanto non più come protagonista. Per esempio Anita, che ne “I bastioni del coraggio” era una delle eroine del libro, qui è la moglie di Niccolò Taverna, anche se la sua parabola narrativa risulta piuttosto breve. E lo stesso accade per altri personaggi, come per esempio il perfido Inquisitore Generale Guaraldo Giussani, di cui non ci eravamo sbarazzati ne “I bastioni del coraggio”. Un giorno o l’altro scriverò un romanzo che farà da collegamento fra questi due titoli, descrivendo che cosa è successo in quei trent’anni di distacco fra un libro e l’altro.

Se siete curiosi di saperne di più circa “I bastioni del coraggio”, cliccate qui per leggere la mia recensione! Per leggere invece il prologo del romanzo “Il segno dell’untore”, cliccate sull'immagine qui sotto...


Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”.
Direttore delle riviste Romance Magazine (www.romancemagazine.it) e Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti giunto alla settima edizione. Il suo sito è www.franco-forte.it.

Da pochi giorni è stato reso noto che “Il segno dell’untore” è entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Riviera delle Palme, insieme agli ultimi romanzi di Baricco, Faletti e Margaret Mazzantini. Complimenti!


Vista la nostra passione per i libri di Franco Forte, Tiffany's regala una copia autografata del romanzo “Il segno dell’untore”! A chi fosse interessato, chiederei gentilmente di condividere questo post su Facebook perché questo libro merita di essere conosciuto! Vi inviterei poi a lasciare un commento a questo post entro il 2 giugno ;)

Vi lascio con un video dove Franco Forte racconta una curiosità sui metodi investigativi del XVI secolo...


mercoledì 30 maggio 2012

Recensione: Profumo di Cioccolato


Profumo di Cioccolato
di Kathryn Littlewood

Prezzo di copertina: € 17,00
Editore: Mondadori
Pagine: 264
Formato: Cartonato con sovraccoperta
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale: Bliss
Traduzione: L. Grassi
Genere: Letteratura per ragazzi, magia e cucina

Fu nell'estate in cui compì dieci anni che Rosemary Bliss vide sua madre versare un fulmine nell'impasto per una torta e capì che i suoi genitori praticavano la magia. 

I genitori di Rose hanno una pasticceria, la Bliss Bakery. E i loro sono dolci magici... nel vero senso della parola! I genitori di Rose hanno anche un segreto: è il Magiricettario, un antico volume che raccoglie ricette magiche, come i Ciococroissant della Felicità e la Torta Tornaindietro alle more... Il giorno in cui i signori Bliss si assentano si presenta alla porta una misteriosa "zia" Lily: alta, bella, vestita di viola, e in più cucina spettacolari piatti esotici. Rose e i suoi fratelli non ricordano di averla mai conosciuta, ma pensano che sarebbe carino offrirle qualcosa di magico... La magia, però, va maneggiata con cura, perché potrebbe essere esplosiva. E quando in città tutti si innamorano di tutti e la gente comincia a scambiarsi verità che era meglio non condividere... toccherà a Rose rimediare!


Profumo di cioccolato è il primo libro, autoconclusivo, di The Bliss Bakery Trilogy e si presenta in una squisita veste grafica che rappresenta appieno l’atmosfera del racconto. La grafica del libro merita una menzione speciale; la sovraccoperta coloratissima copre solo parte del volume e illustra molto bene la magia delle vetrine della pasticceria, una volta tolta scoprirete però che l’immagine cartonata non è niente meno che una tavoletta di cioccolato aperta solo in parte. Leggere questo libro è proprio come scartare a mangiare del cioccolato non avrei saputo immaginare una rappresentazione migliore. Questo romanzo, adatto soprattutto ai bambini, è scritto con tono leggero e parla non solo di magia ma anche di crescita e di famiglia, nonostante certe scene siano un pochino forzate o infantili sono ideali per incontrare il divertimento dei più giovani. Un romanzo per piccoli lettori ma intriso di quella magia che può appassionare anche gli adulti. Una storia ben scritta, divertente e con il giusto grado di ingenuità, che appassionerà i più piccoli facendoli avvicinare alla lettura ma anche adatto agli “orfani” di Harry Potter e ai fan di Dahl (autore della fabbrica di cioccolato). La trama è semplice pur mescolando scene divertenti e insegnamenti di vita in cui i protagonisti assoluti sono la famiglia Bliss, maghi pasticceri che attraverso ricette di dolci dagli effetti particolari riescono a risolvere qualsiasi problema. Il filone culinario, che tanto và di moda, in questo caso viene declinato in versione magica e infantile, ma non per questo meno bello, anzi, durante tutta le lettura vi sembrerà veramente di sentire i profumi dei dolci di questa piccola pasticceria magica di provincia. Un libro da leggere in una serata pigra, perché certe favole dolci, in tutti i sensi, e semplici con il loro classico lieto fine fanno bene all’anima e allo spirito. Questo libro vi lascerà una sensazione di dolcezza, di profumi avvolgenti, di calore e di quella leggerezza che a volte manca nella vita di tutti i giorni.

Durata totale della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: cioccolato caldo con occhio di tritone
Età di lettura consigliata: dai 10 anni




“Un dolcissimo libro per bambini...e non solo!“




lunedì 28 maggio 2012

Recensione: Hunger Games: Il Canto della Rivolta


Hunger Games: Il Canto della Rivolta
 Suzanne Collins



Prezzo di copertina: € 17,00
Editore: Mondadori
Collana:  Chrysalide
Pagine: 419
Formato: Rilegato
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale: Mockingjay
Traduzione: S. Brogli
Genere: Young Adult, Distopico, Fantascienza

Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.



Da quando Katniss è uscita vittoriosa per la seconda volta dall'Arena degli Hunger Games la vita in ogni singolo Distretto è cambiata radicalmente: la rivolta ha avuto inizio. Il Presidente Snow e Capitol City ha dichiarato vendetta contro l'irsota e la guerra per la libertà è appena iniziata. In questo ultimo volume della serie degli Hunger Games Katniss dovrà scendere in campo, in una Arena che comprende il suo intero mondo e in cui le regole sono ancora più spietate rispetto a  quelle dei Giochi. In questo terzo e meraviglioso libro , di cui non voglio svelare neppure il più piccolo particolare, ritroviamo la nostra amata protagonista in una veste più "umana" rispetto all'eroina dei  primi Hunger Games. Tutto il suo mondo è stato capovolto ed ora che la guerra è in atto gli istinti primordiali di sopravvivenza vengono portati alla luce. Quante vite possono essere sacrificate per una causa? E questa causa può essere giusta in maniera assoluta? Katniss, posta di fronte all'inevitabile dovrà trovare da sola la risposta a queste ed a molte altre domande. Il libro alterna  battaglie a momenti di profonda crisi per la protagonista: è nella natura umana voler fuggire dai pericoli o dai dolori troppo grandi per essere affrontati e così Katniss cercherà di nascondersi per elaborare il turbinio di eventi che la circondano. Al lettore verrà richiesto di giudicare la sua condotta: per alcuni si tratterà di far fronte ad una ragazzina che scappa di fronte al dolore, per altri invece Katniss si dimostra semplicemente umana e fragile. L'autrice con questo ultimo volume ha spaccato il suo pubblico in due: c'è chi pensa che "Il canto della rivolta" sia una vera delusione e chi, come me, l'ha amato sino alla fine incondizionatamente. L'intera trilogia prende forma e racchiude in sè stessa tanti temi e spunti di riflessione: c'è l'amore, c'è la famiglia e c'è soprattutto il dolore dato dalla perdita. Ad un livello più ampio c'è la volontà da parte dell'autrice di smuovere le masse opresse dai regimi incoraggiando il libero pensiero: tutti i regimi, tutte le forme di opressione possono essere sconfitte se si insegue un'ideale basato sull'eguaglianza. Una trilogia fuori da ogni schema che racconta una storia cruda senza nascondersi dietro alla classica storia d'amore: come sempre anche in questo ultimo libro il triangolo amoroso è marginale rispetto ai conflitti interiori che la protagonista deve cercare di placare. Katniss alla fine dell'intera trilogia assume una carattere sfaccettato: non è la classica eroina buona e  gentile, per la sua sorellina Prim è disposta a fare qualsiasi cosa ma, dopo una vita di stenti in una società in cui il più furbo vince, a discapito di tutti gli altri ha sviluppato una buona dose di egoismo. Al di sotto della maschera di impassibilità che la contraddistingue Katniss è mossa da veri valori, non sempre le sue scelte possono essere condivise ma l'autrice ha scelto di renderla così: controversa ed affascinante. Lasciatevi conquistare da questa meravigliosa trilogia, entrate anche voi nell'Arena degli Hunger Games. 


Durata della lettura: due giorni
Bevanda consigliata: tè verde
Età di lettura consigliata: dai 17 anni

Il massimo dei voti






“La fine dei Giochi segna l'inizio della vita vera. E Katniss dovrà combattere, di nuovo..” 

La Trilogia Hunger Games:
  1. Hunger Games
  2. La Ragazza di Fuoco
  3. Il Canto della Vittoria

Suzanne Collins, nota autrice statunitense, vive nel Connecticut con la sua famiglia e due gatti selvatici. L'idea degli Hunger Games - i giochi della fame - si è fatta strada nella sua mente mentre faceva zapping tra le immagini dei reality show e quelle della guerra vera. I suoi libri sono tradotti in 40 paesi e continuamente ristampati: negli Stati Uniti ha raggiunto i 16 milioni di copie. Un vero caso editoriale, tanto che la rivista "Time" ha nominato Suzanne Collins tra le 100 più influenti personalità della cultura.




Recensione: I peccati dell'anima & Profezia dell'anima


I Peccati dell'Anima
di Eve Silver

Prezzo di copertina: € 5,40
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 350
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
Lingua originale: inglese
Titolo originale: Sins of the Flesh
Traduzione: C. Pietrobon
Genere: Paranormal romance, sentimentale

“La loro bellezza è incantevole. Il loro potere senza limiti. Per secoli la solitudine ha dato loro la caccia, ma all' improvviso un raggio di luce illumina le tenebre della loro esistenza con la promessa di un Amore destinato a durare per l'eternità.”

L'altra stirpe vol.3
Crudele, spietato, sanguinario, Malthus Krayl è abituato a lottare per sopravvivere e a uccidere per ottenere ciò che vuole. E ora il suo obiettivo è scoprire chi ha assassinato e smembrato suo fratello Lokan. Concentrato sulla missione, non è disposto a concedersi alcuna distrazione. Finché non trova sul proprio cammino Calliope Kane. Fredda e calcolatrice come lui, fin dal primo istante l'enigmatica guerriera delle Figlie di Aset si rivela pane per i suoi denti. Per giunta accende in lui una passione bruciante, e Malthus sa che in un modo o nell'altro dovrà essere sua.


Terzo libro della serie Otherkin che conclude l'arco narrativo della story line principale e completa una parte della storia svelando sul finale l’identità dell’assassino che ha accompagnato tutta la trilogia. Il pregio di questo romanzo è che il lettore conosce già i protagonisti, Calliope e Malthus, quindi l'azione parte già dal vivo, non ci sono introduzioni o digressioni sulla storia come nei primi due libri ma solo una trama fluida e ben congegnata che si snoda velocemente e in maniera intensa. Sebbene la storia sia incentrata sul rapporto tra i due protagonisti, i personaggi dei romanzi precedenti non vengono però ignorati, anzi, hanno un ruolo ben specifico all'interno del volume. In questo libro l'autrice riannoda tutti i fili di una trama tessuta attraverso questo e i precedenti volumi, portando ad una degna conclusione tutti gli interrogativi e le storie di questa serie. Come nei precedenti volumi si dà un gran peso alla trama principale, la storia d'amore è ben presente ma è anch’essa parte di un disegno più grande che dà corpo ad una serie veramente ben fatta e ben pensata. Gestito molto bene, come nei precedenti è il pantheon di divinità egizie ma non solo; miti e religioni diverse, narrate con cognizione di causa e intrecciate in maniera molto credibile nella storia. Nonostante la buona componente di mistero, questa serie non è solo incentrata solo sulle storie d’amore tra i protagonisti, ma anche sulla costruzione di un mondo strutturato che rende la serie ancor più accattivante e purtroppo i riassunti sulla quarta di copertina minimizzano molto questa serie. L'attrazione tra i due protagonisti ovviamente è presente, ma non è fine a se stessa, in questo libro, come anche nei precedenti, i personaggi e l’evoluzione dei rapporti vengono gestiti molto bene. Io non vi consiglierei la lettura di questo libro singolarmente a meno che non vi siate già goduti i precedenti, è autonomo ma perdereste gran parte della storia a leggerlo da solo. La Silver è una di quelle autrici originali che pur non eccedendo resta validissima nel suo genere, ha una scrittura molto ricca, cruda e diretta che affascina non poco e che vi saprà conquistare.



 Profezia dell'Anima
di Eve Silver

Prezzo di copertina: € 5,40
Editore: Harlequin Mondadori
Pagine: 350
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
Lingua originale: inglese
Titolo originale: Body of Sin
Traduzione: C. Pietrobon
Genere: Paranormal romance, sentimentale

L'altra stirpe vol.4
Lokan Krayl è vivo, il suo corpo si è ricongiunto all'anima che gli era stata sottratta. Ora, per scoprire chi lo ha ucciso e perché, deve fuggire dagli Inferi, e c'è un solo modo per farlo: varcare i Dodici Cancelli di Osiride, il suo eterno nemico. E per farlo ha bisogno di Bryn, la guida mandata dai suoi fratelli. Un baratro di menzogne e verità taciute li divide, eppure quella donna seducente e bellissima suscita in lui un desiderio travolgente e inspiegabile che nemmeno il tempo ha saputo spegnere. Ma come può mettere il proprio destino e quello del mondo mortale e immortale nelle mani dell'unica persona di cui non può fidarsi?


Inizialmente la serie Otherkin è stata pensata come una trilogia, ma sul finale del terzo libro, pur avendo molte risposte e una degna conclusione della saga, restavano ovviamente ancora dei punti da chiarire e la naturale evoluzione in una quadrilogia ha permesso all’autrice di far conoscere il quarto fratello Krayl, Lokan, e di raccontare anche la sua storia, finora solo accennata nei volumi precedenti. In questo ultimo capitolo della saga vi è una doppia narrazione, da una parte la storia di Lokan e Bryn, dall’altra i fratelli di questo e le loro compagne, storie che in un crescendo continuo alla fine si intrecciano e si risolvono in un degno finale di questa serie di libri. La Silver in questo romanzo, tira le somme della storia raccontata nell’arco dei libro precedenti sempre con grande intensità e con uno stile che cattura il lettore fino all’ultima pagina in cui tutto appare finalmente chiaro. Tutti i libri sono costruiti in crescendo e in questo si nota a tal punto che sebbene la situazione appaia ben risolta al lettore lascia un’impresione di chiusura affrettata alla fine del romanzo, forse accentuata anche dal fatto che è anche la conclusione della serie. La storia d’amore tra i due protagonisti e meno impulsiva della precedenti, forse meno passionale, ma più credibile e reale, intensa e veramente ben congegnata. Il pantheon di divinità è sempre ricco e ben narrato, con il pregio che in questo caso vengono approfonditi molto anche i personaggi secondari, riuscendo a dare un panorama completo dei loro ruoli. La scrittura è sempre fluida e la trama ben strutturata per tenere in sospeso tutte le situazioni fino alla fine, quest’autrice ha un suo stile molto riconoscibile ma altrettanto accattivante, una scrittura molto visiva e una fervida immaginazione che riescono a trasmettere al lettore la complessità del mondo sotterraneo degli inferi e le gerarchie che lo compongono. In generale i libri della serie bluenocturne non sono i soliti harmony ma dei paranormal veramente ben fatti che valgono la pena di essere letti e, per godersi appieno la serie, io ne consiglierei la lettura in ordine di uscita, queste sagaè veramente ben fatta, particolare e coinvolgente!

Durata totale della lettura: sei giorni
Bevanda consigliata: caffè americano
Età di lettura consigliata: dai 18 anni




 Un inferno originalissimo e sensuale!“

Otherkin series
0. Sin’s Daughter, 2010 (e-book prequel in Inglese )
1. Sins of the heart, 2010 (Mietitore d’anime, 2011)
2. Sins of the Soul, 2010 (Anima nera, 2011)
Qui le recensioni dei primi due libri
3. Sins of the Flesh, 2010 (I peccati dell’anima, 2011)
4. Body of Sin, 2011 (Profezia dell'anima, 2012)

Compact of Sorcerers series
1. Demon’s kiss, 2007 (Il bacio del demone, 2011)
2. Demon’s Hunger, 2008 (Le ombre del demone, 2012)


sabato 26 maggio 2012

Recensione: Il gioco si fa duro


Il gioco si fa duro
di Chloe Neill

Prezzo di copertina: € 15,90
Editore: Delos Book
Pagine: 348
Formato: Brossura
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale: Hard Bitten
Traduzione: A. Guarnieri
Genere: Urban Fantasy, Romance

Sono tempi duri per Merit, la vampira appena nata. Da quando i mutaforma hanno annunciato al mondo la loro esistenza gli umani hanno iniziato a manifestare contro gli esseri sovrannaturali, e si sono accampati fuori dei cancelli della Cadogan House, brandendo cartelli di protesta che in ogni momento potrebbero tramutarsi facilmente in forconi. Il sindaco di Chicago fa chiamare Merit e Ethan per un incontro segreto, e li informa di un presunto violento attacco da parte di vampiri che ha provocato la scomparsa di tre ragazze. Il messaggio è semplice: "Metti ordine nella tua casa. Altrimenti..." Così Merit si ritrova nel cuore dell'oscura società sovrannaturale di Chicago, un mondo di vampiri che sembrano pronti a far avverare le peggiori paure degli umani, e dove imparerà che non puoi essere un vampiro senza sporcarti le mani di un po' di sangue...


L'ho già scritto probabilmente, ma lo ripeto, questa saga e questa scrittrice sono un must have! L'immagine che Delos ha scelto per questa serie non è delle più accattivanti ma è l'unico e solo piccolo contro di un libro e di una serie che non hanno altro di cui poter obbiettare. Questo quarto volume è al pari, se non migliore, dei precedenti, scorrevole, a tratti divertente ma con una trama molto ben congegnata e con dei protagonisti più che riusciti. In il gioco di fa duro si tirano le fila di molte questioni finora affrontate e si iniziano a vedere gli sviluppi dei prossimi capitoli, è uno di quei romanzi che in una saga può essere definito di svolta, soprattutto considerando anche il finale spiazzante. Prima di fare una recensione di solito vado a cercare informazioni sulla serie e sull'autore per avere una visione più ampia dei libri, in questo caso, dato il finale decisamente inaspettato, non ho potuto trattenermi dal cercare anche degli spoiler. Una piccola anticipazione per chi come me si è sentita un po' orfana dalla conclusione del romanzo è che ci saranno eventi del tutto inattesi nel prossimo volume e nulla è dato per scontato, il ritorno che tutti si aspettano ci sarà! Molte questioni sono ancora irrisolte e quindi il finale non è così netto come sembra, tanto che nelle ultime pagine si può già intravedere lo sviluppo. Delos di solito ha il pregio di pubblicare le saghe in tempi molto stretti, quindi speriamo di non dover attendere molto per il seguito… Quest’autrice riesce veramente a stupire i lettori con un quarto volume veramente imprevedibile. Parliamo di libri urban fantasy veramente ben fatti e ben scritti, con una story line di fondo studiata e con una svolgimento degli eventi che in una riga riesce a cambiare l’intera percezione del lettore. La Neill è una di quelle autrici che riescono a distinguersi non solo per l’originalità ma anche per la qualità dei libri che scrive, una dote rara e che poche scrittici a mio avviso possiedono. Non posso esimermi ovviamente da raccomandarvi l’intera serie, vi avviso solo che potrebbe creare dipendenza!

Durata totale della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: cioccolata fondente
Età di lettura consigliata: dai 17 anni




“Un nuovo eccezionale romanzo di questa imperdibile autrice!“


The Chicagoland Vampires Series
1. Some Girls Bite, 2009 (Alcune ragazze mordono, 2011)
2. Friday Night Bites, 2009 (Le ragazze mordono il venerdì notte, 2011)
3. Twice Bitten, 2010 (Il secondo morso, 2012)
4. Hard Bitten, 2011 (Il gioco si fa duro, 2012)
5. Drink Deep, 2011
6. Biting Cold, previsto per agosto 2012
7. House Rules, previsto per febbraio 2013
+ altri 3 a seguire, la saga prevede 10 romanzi

Il sito dell’autrice è ricchissimo di contenuti e di approfondimenti: http://www.chloeneill.com/
Molto carino è il link al “sito ufficiale” del casato Cadogan: http://www.cadoganhouse.org/


La Delos ci ha gentilmente inviato una copia de "Il Gioco si fa duro", che vorremmo regalarvi!A chi fosse interessato, chiederei gentilmente di:
  1. Essere follower del blog Reading at Tiffany's
  2. Cliccare Mi piace sulla pagina Facebook di Reading at Tiffany's
  3. Lasciare un commento a questo post con un contatto valido!
Tutto questo entro il 2 giugno!



venerdì 25 maggio 2012

Recensione: Il Circolo segreto


Il Circolo segreto
di Ted Dekker

Prezzo di copertina: € 9,90
Editore: Fanucci
Pagine: 432
Formato: Rilegato con sovraccoperta
Lingua: Italiano
Titolo originale: Red
Traduzione: Annalisa Biasci
Genere: fantascienza, thriller

“Il Circolo segreto affascinerà i fan di Dean R. Koontz e Frank Peretti. Ted Dekker è un vero maestro della suspense.” Library Journal 

Con maestria, Ted Dekker conduce il lettore in un viaggio pieno di colpi di scena... un racconto irresistibile e dal perfetto connubio di suspense, complotto e mistery. Un thriller coinvolgente che sfuma i confini tra fantasia e realtà.” Publishers Weekly

Nella realtà che conosciamo c’è una società segreta che domina il mondo con la sua ricchezza infinita. È il Circolo; non ha scrupoli ed è disposta a uccidere pur di mantenere il potere sulle nostre vite. Ma qualcuno sfugge al suo controllo, un uomo che è capace di vivere più di una vita e che ha una dote che pochi comprendono... Thomas Hunter è sospeso tra due dimensioni: ogni volta che si addormenta, i suoi sogni lo portano a vivere un’altra esistenza. Se in una Hunter è un giovane autore fallito che vende caffè alla Java Hut di Denver, nell’altra è un valoroso capo militare con accesso a informazioni altamente riservate. Il nostro mondo si trova sull’orlo della distruzione: il gruppo terroristico della Nuova Alleanza ha diffuso un virus letale allo scopo di generare il caos globale e indebolire le potenze mondiali. Anche il Circolo ne è minacciato e non sa come agire. Grazie ai suoi risvegli in uno o entrambi i mondi, Thomas può recuperare informazioni in una realtà e impiegarle nell’altra; questo fa di lui un uomo chiave nel trovare una via d’uscita, ma ciò che lui conosce potrebbe piegare per sempre il potere del Circolo...


Il Circolo segreto è un perfetto connubio tra sogno e realtà, irreale e vita vera, in questo thriller avvincente si fondono moltissime componenti che l’autore riesce a gestire sempre sul filo del rasoio in modo a dir poco avvincente. Suspence e intreccio sono così ben congegnati che questo libro sembra quasi un film, le situazioni sono molto visive e gestite con una creatività decisamente particolare. Ammetto di aver letto questo libro ignorando che fosse il secondo volume di una serie ma l’ho trovato comunque molto convincente, non ho patito la non lettura del precedente. Fanucci ha il grande pregio di pubblicare libri validi con edizioni molto ben curate e con un prezzo a dir poco competitivo ma commette a volte l’errore, che fanno molte altre case editrici, di pubblicare una serie su lunga distanza, il primo volume di questa risale al 2010 addirittura. Il protagonista del romanzo è Thomas Hunter, che attraverso i sogni, si ritrova a dover fronteggiare due realtà ben distinte ma entrambe minacciate da un imminente pericolo che solo lui è in grado di affrontare. Una trama ben congegnata e innovativa che comprende generi diversi come il thriller, lo storico e la fantascienza, bilanciati però molto bene tanto che alla fine viene da chiedersi quale sia la vera realtà del protagonista e che lascia alcune questioni irrisolte per i capitoli futuri della saga. Gli elementi tipici dei classici della fantascienza in questo romanzo sono molti, le realtà alternative vissute del protagonista, la continua guerra tra bene e male e colpi di scena gestiti ad arte in un romanzo adrenalinico che vi sarà difficile abbandonare. Se amate il thriller con risvolti fantascientifici vi consiglio di leggervi questo autore, poco conosciuto in Italia ma famosissimo oltreoceano!

Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata: latte alla vaniglia
Età di lettura consigliata: dai 16 anni




“Adrenalinico e pieno di suspance!“

Books of History Chronicles: Circle
1 - Black, 2004 (Black, 2010)
2 - Red, 2004 (Il circolo segreto, 2012)
3 - White (2004)
4 - Green (2009)

martedì 22 maggio 2012

Recensione: Dark Kiss


Dark Kiss
di Sarwat Chadda

Prezzo di copertina: € 17,00
Editore: Mondadori
Pagine: 346
Formato: Rilegato
Lingua: Italiano
Lingua originale: Inglese
Titolo originale: The Dark Goddess
Traduzione: G. Salvi
Genere: Paranormal Romance, Dark

Quando Billi SanGreal, l'unica ragazza ammessa fra i Templari, strappa dalle licantrope la piccola Vasilisa non immagina di essersi assunta anche il compito di salvare il mondo dall'era glaciale che sterminerà il genere umano. Ma perché la Dea Nera delle lupe guerriere, BabaYaga, riemerge dalla più tenebrosa mitologia russa per uccidere proprio questa bambina? Forse perché pare in sintonia con la Terra, e arde quando il Vesuvio riduce in cenere Napoli? Mentre la situazione precipita su tutto il pianeta, Billi dovrà trovare la forza per tenere a bada la propria Bestia interiore e impedire che la Dea divori la bambina, anche a costo del gesto estremo. Ne seguirà le tracce attraverso la foresta primordiale russa fino alla spettrale Chernobyl, al fianco dell'enigmatico ultimo discendente dei Romanov. E nello spasmodico conto alla rovescia verso il plenilunio dell'apocalisse, Billi deve affrontare un dubbio sempre più dilaniarne: qual è, davvero, la cosa giusta da fare?


Dopo la disfatta dell'Arcangelo Gabriele e la perdita del suo più caro amico Kay, Billi si è buttata a capofitto negli allenamenti in quanto Templare: la sua voglia di ribellione si è spenta insieme a Kay. Durante una ronda i Templari dovranno affrontare un gruppo di lupi che sta cercando una bambina russa di nove anni di nome Vasilisa. Ora il loro compito è quello di proteggere questa innocente che si rivelerà di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell'intero genere umano. Quella che era nata come una semplice missione si trasformerà in un viaggio nel cuore della Russia alla ricerca della famosa strega Baba Jaga. "Dark Kiss" si rivela un degno secondo capitolo della serie dedicata a Billi SanGreal: in un mix letale di folklore e di azione si dipanano eventi ricchi di suspance che non vi permetteranno di posare il libro neppure per un attimo. La protagonista, nonostante i suoi quindici anni, è praticamente una donna d'onore, una vera Templare che sa prendere decisioni difficili per la salvaguardia del mondo. Il vuoto lasciato da Kay ha quasi rischiato di inghiottirla insieme al senso di colpa, ma l'arrivo della piccola ed indifesa Vasilisa riuscirà a riportare un pò di calore e di amore nel suo cuore. La giovane si ritroverà divisa tra due istinti: seguire il cuore o la mente? Ed è
nella gelida Russia che riuscirà a capire veramente chi è in realtà e qual è la sua strada. Un libro descritto magistralmente capace di intrigare il lettore sia per la storia che per le leggende con cui è mescolato, un mix che saprà conquistare chiunque ami il fantasy e il folklore. Chadda Sarwat come sempre si dimostra un attento e scrupoloso autore: le informazioni su Baba Jaga, gli scenari della Russia con la sua storia a partire dai Romanov sino al disastro di Chernobyl rendono il libro un fantasy con basi reali. Durante la lettura vi ritroverete incuriositi dalle leggende e andrete alla ricerca delle leggende che popolano questo romanzo, proprio come ho fatto io. l'autore è riuscito a creare un mondo verosimile nonostante sia popolato da vampiri, lupi mannari e altre creature spaventose, la sua trama risulta quanto mai reale e moderna. Lo consiglio a chi è desideroso di scoprire un mondo davvero affascinante: non vi pentirete di entrare nel mondo dei Templari; peccato per la mancata traduzione letterale del titolo da parte italiana, il titolo Dark Kiss non c'entra molto con quello originale, The Dark Goddess, che si riferisce al fulcro centrale della trama.

Durata della lettura: tre giorni
Bevanda consigliata: tè al bergamotto
Età di lettura consigliata: dai 18 anni

“E quando BabaJaga torna sulla terra... tutto il mondo è in pericolo!” 

La serie di Billi SanGreal:

1. Devil’s Kiss, 2009 - Devil’s Kiss, 2011
2. Dark Goddess, 2010 - Dark Kiss 2012
3. Titolo da definirsi


Sarwat Chadda dopo aver lavorato quasi vent’anni come ingegnere e aver viaggiato in tutto il mondo, ha deciso di dedicarsi alle sue grandi passioni: la storia e la narrativa. Grazie alla calorosa accoglienza che la critica e i lettori hanno riservato a questo romanzo d’esordio, oggi vive a Londra e scrive a tempo pieno.


Causa doppio invio, vorrei regalarvi una copia di Dark Kiss! A chi fosse interessato, chiederei gentilmente di:
  1. Essere follower del blog Reading at Tiffany's
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  3. Lasciare un commento a questo post con un contatto valido!
Tutto questo entro il 30 maggio ;)